Col 57 per cento dei voti e la maggioranza in tutti i cantoni salvo quattro, gli svizzeri hanno approvato un emendamento costituzionale che proibisce la costruzione di minareti alle moschee svizzere

gran sberla che i cittadini svizzeri hanno dato a Eurabia col referendum sui minareti delle moschee. Col 57 per cento dei voti e la maggioranza in tutti i cantoni salvo quattro, gli svizzeri hanno approvato un emendamento costituzionale che proibisce la costruzione di minareti alle moschee svizzere


Il 9 novembre 1989 segna la caduta del muro di Berlino

Il 9 novembre 1989 segna la caduta del muro di Berlino.
A me piace ricordare questa data periodizzante con l’intensa curiosità intellettuale ed emotiva che ho provato vedendo il ciclo dei film di


11 settembre 2001: Otto anni fa l’attentato che cambiò il mondo « Segni di Paolo del 1948

A distanza di otto anni gli attentati dell’11 settembre 2001 uccidono ancora. Secondo una ricerca dell’assessorato alla sanità dello stato di New York pubblicata dal New York Post, hanno perso la vita un totale di 817 persone tra i soccorritori che aiutarono a scavare a Ground Zero e i lavoratori della discarica di Fresh Kills Landfill, dove furono portate le macerie del World Trade Center.
Almeno 270 sono rimasti vittima del cancro: 80 agli organi dell’apparato digerente e 69 al polmone o alla gola. Inoltre sono stati individuati 37 morti per leucemia. La statistica precedente, datata un anno fa, parlava di 94 morti di cancro.
Nella ricerca sono registrati anche 33 suicidi. Michael Arcari, responsabile del programma di recupero psicologico per i soccorritori dell’11 settembre, si è detto convinto che il numero di chi si è tolto la vita sia ancora più alto «per via non solo dell’impatto emotivo di Ground Zero», ma anche per i postumi dello stress subito che «ha cambiato le loro vite e messo sottosopra le famiglie».
Altri 149 decessi vengono catalogati come «morti traumatiche». Le cause sono varie: incidenti d’auto od overdose di droga, incendi o aggressioni.

 


Elezioni europee: PDL Partito delle Libertà: 10.807.327 – 35,3%,Lega: 3.126.915 – 10.2%, PD Partito Democratico 8.007.854 – 26,1%,, IDV Italia dei valori 2.452.569 – 8,0, UDC 1.996.901 – 6,5%

PDL Partito delle Libertà: 10.807.327 – 35,3%,Lega: 3.126.915 – 10.2%, PD Partito Democratico 8.007.854 – 26,1%,, IDV Italia dei valori 2.452.569 – 8,0, UDC 1.996.901 – 6,5%

I narcisisti egoriferiti della cosiddetta sinistra antagonista (in realtà regressista, ciarliera, storicamente colpevole e politicamente dannosa) bruciano 1.038.247 (due innominabili tronconi comunisti) e 958.458 voti (sinistra e libertà !?!)

I numeri sono implacabili: il distacco è di 3.473.819. Ammesso che Pd e Idv siano alleabili e vista la capacità autolesionista dei cosiddetti sinistri nel periodo 1998-2006


Le alleanze del PD non sono sommabili: l’opposizione è antagonista a se stessa. Mentre quelle del Pdl  lo sono: se va avanti la Lega (o viceversa) la coalizione va avanti. L’opposto di quanto avviene nella sinistra

“… in politica le cose sono 10% decisioni e 90% destini …”. Massimo Cacciari

 


Per Adriano Sofri è intollerabile che Mario calabresi venga invitato a parlare ad un convegno internazionale sul terrorismo

Per Adriano Sofri è intollerabile che Mario Calabresi venga invitato a parlare ad un convegno internazionale sul terrorismo.


«Questo Paese non solo non è stato capace di ela­borare un lutto ma neanche un pensiero.

Non ha voluto né potuto pensare al terrorismo. Non ha mai fatto i conti fino in fondo.» Sulla possibilità che si possa voltare pagina sen­za farsi carico delle vittime è nettissima:

«In Italia si è fatta strada un’illusione, che corrisponde alla fantasia dei terro­risti, che si possa superare quello che hanno fatto come se nulla fosse successo.

Ma non può essere così.

Pagata la pe­na si è liberi, ma non sono finite le responsabilità: questa idea non corrisponde alla realtà.

E non è questione di volon­tà buona o cattiva, è solo una questione di realtà, perché gli effetti dei loro gesti si vedono ancora. Si vedono sulle persone che sono sopravvissute e si sentono ogni giorno nella mancanza delle persone che loro hanno ucciso.

Il terrorismo non sarà mai finito finché sarà in vita mio figlio che ne porta i segni.

Gli effetti negativi continuano nella vita tutti i giorni, non ce lo si può dimenticare»

Carol Bebee Tarantelli



ARRIGO LEVI, in La Stampa del 13 Settembre 2008:


Gli ex terroristi, e i loro sostenitori o simpatizzanti degli anni di piombo, non si stancano di rivendicare con misurato orgoglio quello che allora pensavano e facevano
. Lo fanno sull’onda di una dilagante moda revisionista, che sembra essersi impadronita di un’Italia malmostosa, insoddisfatta di quello che è.
Siamo un Paese democratico, creativo come lo è stato in tutta la sua storia, fra i più ricchi al mondo, che è stato e rimane uno dei pilastri di quell’Europa unita che è la più vasta area di pace fra le nazioni che oggi esista. Dovremmo compiacerci di un mezzo secolo di progresso civile e materiale. Invece è di moda rivendicare le presunte ragioni di tutti coloro – a partire dallo squadrismo e dalla dittatura fascista, fino alle Brigate Rosse – che cercarono con la violenza di costruire l’opposto esatto di quello che siamo.

E’ come se la storia d’Italia e d’Europa fosse una tela bianca, sulla quale ognuno può ridisegnare una sua storia di fantasia, nella quale, ovviamente, il suo personale passato viene adeguatamente elogiato. Si può essere intelligenti e colti, come è un Adriano Sofri. Ma quello che rode dentro non dà pace. Accade così che lo stesso Sofri, articolista stimato di un grande giornale, trovi intollerabile che ci sia stato un incontro, organizzato dall’Onu, per celebrare le vittime del terrorismo, con partecipanti venuti da ogni parte del mondo; e che fra questi ci sia stato anche Mario Calabresi, figlio del Commissario Calabresi, assassinato a Milano da un commando di tre militanti di Lotta Continua. Per questo omicidio Sofri è stato condannato come mandante. Ha sempre negato di esserlo stato. Ma allora, perché rivendicare ancora oggi le ragioni degli assassini?

Ha spiegato Sofri che, anche se allora «non c’era una guerra, molti di noi erano in guerra con qualcuno». Con chi erano in guerra? E in guerra per costruire che tipo di Paese? Noi non lo abbiamo dimenticato. Erano dichiaratamente in guerra contro lo Stato, contro quello che Carlo Casalegno definiva «il nostro Stato», lo Stato democratico costruito grazie all’antifascismo e alla Resistenza. E che società volevano costruire? Nella loro felice ignoranza della storia europea, giudicando come un tradimento degli ideali rivoluzionari anche il «comunismo diverso» di Togliatti, Longo e Berlinguer, chi altro avevano in mente come modello, se non Lenin, il colpo di Stato dell’Ottobre e il terrore leninista, con tutto quello che seguì? 

Per Sofri, l’assassinio di Calabresi non fu un atto di terrorismo contro chi difendeva, con gli strumenti delle leggi ordinarie, gli ordinamenti della Repubblica, ma «l’azione di qualcuno che, disperando della giustizia pubblica e confidando sul sentimento proprio volle vendicare le vittime di una violenza torbida e cieca». Intendi, per «violenza torbida e cieca», l’azione doverosa della magistratura e delle forze dell’ordine. E intendi per «sentimento proprio» (che espressione delicata: finalmente sappiamo perché furono ammazzati Casalegno, Calabresi, Moro e tanti altri: per «sentimento»), la convinzione che la violenza terroristica avrebbe scatenato una grande sollevazione popolare che avrebbe abbattuto la Repubblica democratica. Sragionavano. Ma tale fu la giustificazione dell’assassinio del Commissario Calabresi, anche se questi nulla aveva avuto a che fare con la morte dell’anarchico Pinelli, che ancora oggi, secondo Sofri, era ragionevole voler «vendicare» con un omicidio, dal momento che non ci si fidava «della giustizia pubblica». Quando è in giuoco l’immagine che si ha di se stessi, e si vuole giustificare il proprio passato, la ragione davvero vacilla.

Così, c’è chi, a commento e giustificazione delle opinioni di Sofri, giudica «corretto sotto il profilo storico, politico e morale richiamare il contesto in cui maturò quel delitto». E chi ritiene valido il diritto alle sue opinioni di Sofri, «un uomo già privato delle sue libertà… nel suo bisogno di ricostruire la verità storica». In quanto «la storia di quegli anni non è fatta di bianco o nero, di torti o ragioni scolpite nel marmo». Non fu scolpita nel marmo. Fu intrisa del sangue delle vittime della violenza scatenata contro lo Stato democratico da terroristi stupidi, mossi dai loro «sentimenti» e dai loro sogni, o incubi rivoluzionari. Fu questo «il contesto» in cui «maturò quel delitto». A noi non occorre «richiamarlo». Ce lo ricordiamo bene.

Non erano mossi da un «sentimento» molto diverso gli squadristi fascisti che, bastonando e massacrando quelli dei nostri padri che a loro si opponevano, aprirono la strada al colpo di Stato e alla dittatura fascista, benedetti da un monarca piccolo e pavido. Chi di quel passato aveva memoria non esitò a definire il movimento terrorista (come fece Berlinguer), «un nuovo fascismo». Chi difende gli assassini di Calabresi sembra avere smarrito il ricordo del linguaggio farneticante dei «comunicati» delle Br. Noi no.

E chi altro dobbiamo ringraziare dello scampato pericolo, se non le vittime dei terroristi, coloro che, denunciando con i loro articoli di giornale, o perseguendo con le loro inchieste giudiziarie il terrorismo, ben sapendo il rischio mortale che correvano, isolarono e sconfissero le bande terroriste?


Elezioni politiche del 13 aprile 2008: 47 % alla destra, 37,6 % al centrosinistra


31 dicembre 2006: Nel discorso di fine anno il presidente della repubblica Napolitano chiede maggior dialogo fra le forze politiche

Nel discorso di fine anno il presidente della repubblica Napolitano chiede maggior dialogo fra le forze politiche e invita a costruire, con realismo, delle intese sulle riforme


eseguita la condanna a morte di Saddam Hussein

a Baghdad viene eseguita la condanna a morte di Saddam Hussein


muore Piergiorgio Welby

muore Piergiorgio Welby, malato da tempo di una grave forma di sclerosi multipla


21 dicembre 2006: la camera approva la finanziaria

la camera approva la finanziaria.

alla conferenza stampa di fine anno Prodi dice che il 2007 sarà l’anno della svolta, dopo il risanamento dei conti, messi in crisi dal precedente governo


12 dicembre 2006: Fini dà il proprio assenso alla proposta di federazione di centro-destra, mentre Casini si dichiara contrario

Fini dà il proprio assenso alla proposta di federazione di centro-destra, mentre Casini si dichiara contrario


2 dicembre 2006: manifestazione del centro-destra contro la legge finanziaria e il governo

Roma, manifestazione del centro-destra contro la legge finanziaria e il governo (2 milioni di partecipanti secondo Berlusconi). L’Udc manifesta a Palermo, con 12.000 simpatizzanti


1 dicembre 2006: il governo annuncia che cederà il controllo dell’Alitalia

il governo annuncia che cederà il controllo dell’AlitaliaAggiungi nuovo


18 novembre 2006: manifestazioni della sinistra radicale sul Medio Oriente a Milano e a Roma. A quella romana si grida lo slogan: “”10, 100, 1000 Nassirya”

18 novembre 2006: manifestazioni della sinistra radicale sul Medio Oriente a Milano e a Roma.

A quella romana si grida lo slogan: “”10, 100, 1000 Nassirya” e vengono bruciati dei fantocci di militari italiani, statunitensi e israeliani


10 novembre 2006

il consiglio dei ministri approva il decreto sul TFR e sulla previdenza complementare.

Paolo Ferrero di Rifondazione comunista vota NO


condanna alla pena di morte per impiccagione di Saddam Hussein

Iraq. Il tribunale speciale di Baghdad condanna alla pena di morte per impiccagione Saddam Hussein


30 ottobre 2006: Berlusconi è rinviato a giudizio per corruzione dell’avvocato Mills

Berlusconi è rinviato a giudizio per corruzione dell’avvocato Mills


Il governo iraniano dichiara la ripresa delle attività di ricerca sull’uranio arricchito

A Teheran il portavoce del governo iraniano dichiara la ripresa delle attività di ricerca sull’uranio arricchito


Corea del Nord annuncia di avere effettuato un test nucleare sotterraneo

il regime comunista della Corea del Nord annuncia di avere effettuato un test nucleare sotterraneo


a Mosca viene uccisa la giornalista Anna Politkovskaja

a Mosca viene uccisa la giornalista Anna Politkovskaja. Da anni denunciava nei suoi articoli la politica di Putin in Cecenia


a Mogadiscio viene uccisa suor Leonella, missionaria italiana

a Mogadiscio viene uccisa suor Leonella, missionaria italiana della scuola non coranica “Il villaggio del fanciullo”


muore la scrittrice e giornalista Oriana Fallaci

a Firenze muore la scrittrice e giornalista Oriana Fallaci


8 settembre 2006: in Afghanistan, una bomba uccide quattro soldati italiani, Rifondazione comunista, partito dei comunisti e verdi insistono sul ritiro

a Farah, in Afghanistan, una bomba uccide quattro soldati italiani, Rifondazione comunista, partito dei comunisti e verdi insistono sul ritiro


1 settembre 2006: i sindacati si dichiarano fortemente contrari a riforme dell’età pensionabile

i sindacati si dichiarano fortemente contrari a riforme dell’età pensionabile


31 agosto 2006: Padoa Schioppa presenta la manovra finanziaria: sarà di di 30 miliardi di euro

Padoa Schioppa presenta la manovra finanziaria: sarà di di 30 miliardi di euro e conferma il ritorno nel 2007 del rapporto deficit/PIL  al 3%


Hina Saleem, giovane pakistana, è assassinata dal padre e da alcuni parenti

provincia di Brescia: Hina Saleem, giovane pakistana, è assassinata dal padre e da alcuni parenti perchè si rifiutava di adeguarsi alle convenzioni etiche e religiose dell’islam


il volontario italiano Angelo Frammartino viene assassinato da un militante della jihad islamica

a Gerusalemme il volontario italiano Angelo Frammartino viene assassinato da un militante della jihad islamica


8 agosto 2006: aumentano le entrate fiscali. la sinistra massimalista chiede una manovra più leggera di quella prevista

aumentano le entrate fiscali. la sinistra massimalista chiede una manovra più leggera di quella prevista. Prodi è contrario


29 luglio 2006: indulto approvato in via definitiva dal senato

indulto approvato in via definitiva dal senato


fine luglio 2006: il voto sull’indulto provoca una spaccatura all’interno del centrosinistra

fine luglio 2006: il voto sull’indulto provoca una spaccatura all’interno del centrosinistra


12 luglio 2006: Berlusconi annuncia il voto favorevole della CDL sulla missione in Afghanistan

Berlusconi annuncia il voto favorevole della CDL sulla missione in Afghanistan


12 luglio 2006: Israele reagisce attaccando il Libano

dopo l’uccisione di otto militari e il rapimento di altri due da parte di Hezbollah, Israele reagisce attaccando il Libano


3 luglio 2006: Mastella si dice contrario al decreto sulle liberalizzazioni riguardanti i professionisti e minaccia di passare all’appoggio esterno del governo

Mastella si dice contrario al decreto sulle liberalizzazioni riguardanti i professionisti e minaccia di passare all’appoggio esterno del governo


1 luglio 2006: alla riunione del “correntone, Mussi dichiara la propria contarietà al partito democratico

alla riunione del “correntone, Mussi dichiara la propria contarietà al partito democratico e chiede la convocazione del congresso dei Ds


inizio luglio 2006: il ministro Ferrero di Rifondazione Comunista contesta il Documento di programmazione economica e non lo vota

inizio luglio 2006: il ministro Ferrero di Rifondazione Comunista contesta il Documento di programmazione economica e non lo vota


28 giugno 2006: il decreto sull’Afghanistan e le missioni all’estero mette in rilievo le differenze strategiche in materia di politica estera fra centro-sinistra riformista e cosiddetta “sinistra antagonista”

fine luglio 2006: il decreto sull’Afghanistan e le missioni all’estero mette in rilievo le differenze strategiche in materia di politica estera fra centro-sinistra riformista e cosiddetta “sinistra antagonista”

Otto senatori dell’Unione annunciano il loro “no” sul rifinanziamento della missione in Afghanistan


Riforma costituzionale del 25 giugno 2006 | Tracce e Sentieri | POLITICA DEI SERVIZI SOCIALI

La Costituzione del 1946-1947
e il Referendum del 25 giugno 2006

Voto NO alla riforma costituzionale della destra (e mi pento, tantissimo mi pento, di avere incautamente votato sì a quella della sinistra nel 2001).

Voto NO innanzitutto per i contenuti e gli effetti, ma anche per il modo con cui questa riforma è stata progettata e approvata.

Ricordo che la proposta di avvio è stata una “riflessione” estiva di 4 (quattro) autodefinitisi “saggi” (fra cui un personaggio da libri di Stephen King, come Calderoli) che si sono ritrovati per qualche giorno in una baita di montagna a Lorenzago di Cadore.

Voglio ricordare qui, in serie storica, i passaggi decisionali della nostra Costituzione della Repubblica:

          giugno1944: approvazione di una legge che afferma: “Dopo la liberazione del territorio nazionale, le forme istituzionali saranno scelte dal popolo italiano, che a tal fine eleggerà a suffragio universale diretto e segreto, una Assemblea Costituente per determinare la nuova Costruzione dello Stato”

          giugno1946: elezione dei deputati alla Costituente e nomina della Commissione per la Costituzione composta da 75 deputati fra cui: Terracini, Basso, Bozzi, Calamandrei, Di Vittorio, Dossetti, Einaudi, Fanfani, Iotti, La Pira, Lussu, Mancini, Moro, Mortati, Paratore, Togliatti … (il meglio della politica di tutti i partiti post-fascisti)

          luglio1946, nomina di 4 sotto-commissioni: Diritti e doveri dei cittadini; Ordinamento costituzionale della Repubblica (poi suddivisa in due sotto-commissioni); Diritti e doveri economico-sociali

          agosto-dicembre1946: elezione di un Comitato di redazione. Proprio così: per scriverla meglio, in buon italiano. Letterati e linguisti hanno contribuito alla scrittura

          gennaio 1947: presentazione alla Assemblea Costituente

          restante 1947: l’Assemblea Costituente tenne 347 sedute; alla Costituzione furono dedicate 170 sedute; sui 140 articoli furono presentati 1663 emendamenti; durante la discussione parlarono 275 oratori, con un complesso di 1090 interventi

          22 dicembre 1947: approvazione della Costituzione

          1 gennaio 1948: entrata in vigore della Costituzione. Particolare irrilevante per la storia ma biograficamente rilevante per me: il 1948 è l’anno della mia nascita

 

Scrivo questa nota sotto la spinta della indignazione per la lettura del successivo resoconto su come, invece, è stata approvata la riforma di cui un pugno di elettori italiani deciderà la sorte.

Da: Emanuele Rossi e Vincenzo Casamassima, La riforma costituzionale tra passato e futuro, in Studi Zancan Politiche e servizi alle persone n. 2, 2006, p. 34-36
(Emanuele Rossi è professore di diritto costituzionale alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa).

Questo è il primo e fondamentale punto da sotto­lineare: la riforma recentemente approvata si presenta come una riforma «di parte», il frutto della contratta­zione interna tra le forze di Governo (premierato for­tissimo e reintroduzione dell’interesse nazionale in cambio della devolution), in gran parte, bisogna dire, estranee all’arco delle culture politiche rappresentate alla Costituente. Se si è d’accordo sul fatto che la Costitu­zione debba configurarsi come il quadro condiviso nel cui ambito possano incontrarsi e anche scontrarsi le forze politiche e sociali, si capisce di quale portata sa­rebbe il danno causato dall’entrata in vigore della sud­detta riforma costituzionale.
Un ottimo motivo per respingere la proposta in sede referendaria è dato dunque in primis dalla necessi­tà di sgombrare il campo da un testo approvato in primo luogo contro e non con le minoranze, e inoltre con una trasparenza e una linearità di condotta del tut­to carenti.
La riforma in esame, infatti, è stata approvata sen­za alcun tentativo serio di mediazione con l’opposizio­ne: alla Camera il progetto di legge è stato approvato con 295 voti a favore, tutti della maggioranza, e 202 contro; al Senato si è assistito addirittura al voto con­trario di alcuni esponenti della stessa maggioranza, senza alcun voto favorevole proveniente dalle file dell’opposizione.
Con riguardo al procedimento seguito, occorre ri­cordare che la proposta iniziale è frutto di una «rifles­sione» estiva di quattro soi-disants «saggi»(i senatori Andrea Pastore, Forza Italia; Domenico Nania, Alle­anza Nazionale; Roberto Calderoli, Lega Nord; Fran­cesco D’Onofrio, Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro) che si sono ritrovati per al­cuni giorni in una baita di montagna in località Lorenzago di Cadore (per qualche straniero che leggesse questi avvenimenti per la prima volta occorre sottoli­neare che è tutto vero, e non stiamo scherzando): il te­sto da questi predisposto (la «bozza di Lorenzago») è stato poi rivisto e concordato dai partiti della maggioranza (non certo, si badi, attraverso un dibattito inter­no magari articolato su base locale, con coinvolgimen­to di esperti e votazioni interne: ma soltanto nel senso di un confronto tra le rispettive segreterie con al mas­simo la partecipazione di qualche «maggiorente»). Il Governo ha poi approvato il testo e l’ha presentato al Senato (come si è detto, è la prima volta che una ri­forma della Costituzione è proposta dal Governo), e il Senato l’ha approvato in prima lettura il 25 marzo 2004: ovviamente a maggioranza e senza troppa libertà di manovra nemmeno per i senatori della maggioranza. Basti pensare che in alcune circostanze si è addirittura pensato di porre la questione di fiducia: ciò avrebbe dovuto provocare un sussulto di dignità in coloro che avevano denunciato come fatto gravissimo la circo­stanza che la riforma costituzionale del 2001 fosse sta­ta approvata dalla sola maggioranza.
Tornando alla cronaca, dopo il voto finale del Se­nato ci si sarebbe dovuti aspettare che quel testo an­dasse alla Camera e lo si prendesse in esame. Non è andata così. Si è provveduto a ulteriori vertici tra i par­titi (leggasi sempre segreterie o loro diramazioni) per formulare un altro e diverso testo (per un periodo si è addirittura prospettata, dato che nel frattempo si era arrivati all’estate successiva, una riedizione del concistoro dei saggi in una baita di montagna, ma forse il caldo meno asfissiante dell’estate 2004 ci ha risparmia­to questa eventualità). Quando è iniziata la discussione alla Camera, il 13 settembre, il nuovo ministro per le riforme sen. Calderoli ha illustrato le proposte di mo­difica elaborate dal Governo sotto forma di emenda­menti al testo approvato (da quella stessa maggioranza) al Senato. Due giorni dopo, i capigruppo della maggio­ranza hanno depositato un «pacchetto di emendamen­ti» a prima firma Elio Vito.
La successiva discussione e approvazione ha poi seguito percorsi misteriosi: si è cominciato dall’art. 1 (e fin qui ci siamo), poi si è deciso di saltare all’art. 32 della proposta (che riguarda il titolo V), per poi ritor­nare all’art. 2. A ogni buon conto, il 15 ottobre 2004 la Camera ha approvato il «nuovo”  testo, che assai differiva da quello approvato dal Senato: tali modifiche, lo si ripete, non sono state conseguenti a iniziative del­l’opposizione (come potrebbe o forse dovrebbe avve­nire in una logica di dialettica parlamentare), e nemme­no (salvo alcuni sporadici casi) a emendamenti di par­lamentari della maggioranza, ma sono state conseguen­ti a ripensamenti delle segreterie politiche dei partiti di maggioranza (o forse a ridefinizione dei propri com­promessi) di cui il Senato, attraverso la sua maggioran­za, ha «preso atto».
A quel punto si è dovuti tornare al Senato per la prima lettura (il procedimento di revisione costituzio­nale prevede infatti, lo si ricorda, una doppia approva­zione da parte di ciascuna Camera sull’identico testo): a quel punto il Senato, senza alcuna modifica, lo ha approvato in data 23 marzo 2005.
In seconda lettura il testo è stato poi esaminato e approvato prima dalla Camera (con approvazione fina­le in data 20 ottobre 2005) e successivamente dal Sena­to (in data 16 novembre 2005). Merita sottolineare la particolare «cura» con la quale il testo è stato esamina­to alla Camera in questa seconda lettura, con specifico riguardo alla Commissione («Affari costituzionali») com­petente in materia. I lavori che detta Commissione ha dedicato all’esame del testo sono iniziati il giorno 26 luglio alle ore 14.30: dopo la relazione del presidente/re­latore (on. Bruno, Forza Italia), che ha illustrato i con­tenuti della riforma, alle ore 15 si è passati ad altro ar­gomento. L’esame è proseguito il giorno successivo al­le ore 15.20: è intervenuto l’on. Marone dei Democra­tici di Sinistra, che ha duramente criticato il testo in e-same. Al termine del suo intervento (ore 15.50), la se­duta è stata tolta. Il giorno ancora successivo (siamo al 28 luglio), l’esame è ripreso alle ore 15.15 con l’inter­vento dell’on. Zaccaria della Margherita, che si è espres­so in senso fortemente contrario all’approvazione del testo, sottolineandone le numerose contraddizioni e i pericoli ad esso sottesi. Alle ore 15.45, vale a dire al termine del suo intervento, la seduta è terminata. La Commissione è stata riconvocata per il giorno ancora successivo, venerdì 29 luglio, alle ore 13.30, seduta nella quale sono intervenuti gli on. Bressa (Margherita), Leoni (Democratici di Sinistra), Boato (Misto-Verdi): tutti contrari alla proposta in discussione. In particola­re l’on. Boato ha chiesto in quella sede di svolgere un’ulteriore attività istruttoria nel mese di settembre «al fine di disporre talune limitate audizioni di costituzio­nalisti ed esperti della materia». A tale richiesta ha re­plicato il presidente della Commissione, che ha escluso la necessità di procedere a tali audizioni.
Dopo gli interventi suddetti, il presidente ha di­chiarato chiusa la discussione e ha posto in votazione il conferimento del mandato al relatore (cioè a sé me­desimo) a riferire favorevolmente all’assemblea: dopo, lo si ricorda, che nessuno (salvo il presidente/relatore) era intervenuto a difesa del disegno di legge. La Com­missione, ovviamente a maggioranza, ha accolto la ri­chiesta del presidente. Alle ore 15.35 la seduta è stata tolta.
In totale, dunque, la Commissione ha dedicato all’esame della riforma di tutta la seconda parte della Costituzione un totale di 3 ore e mezza (concentrate nell’ultima settimana di luglio), senza alcun intervento a favore della riforma e con tutti interventi contrari.
 Si potrebbe obiettare a tali perplessità rilevando che in verità si trattava della seconda approvazione di un te­sto che era già stato approvato dalla stessa Camera: o-biezione fondata, ma alla quale si può replicare che se i regolamenti parlamentari la prevedono è perché si rav­visa la necessità di proseguire l’esame, dato che nulla esclude che in quella sede si possano approvare ulte­riori modifiche al testo di legge.

Questo è stato dunque l’iter seguito per l’approva­zione della riforma costituzionale: procedura che do­vrebbe giustificare di per sé sola, e cioè indipendente­mente dal merito della proposta, un rigetto in sede direferendum, per lo svilimento che in tal modo si è rea­lizzato della Carta costituzionale come patrimonio co­mune e come testo di riferimento per tutto il Paese.

Riforma costituzionale del 25 giugno 2006 | Tracce e Sentieri | POLITICA DEI SERVIZI SOCIALI.


2 giugno 2006: Clemente Mastella dichiara che chiederà al Parlamento una amnistia

Il ministro della giustizia Clemente Mastella dichiara che chiederà al Parlamento una amnistia


Elezioni amministrative italiane 2006: Regione Sicilia, 8 province e 1261 comuni – Wikipedia


19 maggio e 23 maggio 2006: fiducia al governo Prodi

19 maggio: il senato vota la fiducia al governo Prodi. Il centro-destra insulta i senatori a vita

23 maggio: la camera vota la fiducia al governo Prodi


17 maggio 2006 viene approvato il Governo Prodi

18 maggio viene approvato il Governo Prodi composto da 25 ministri (fra cui 9 dei Ds e 6 della Margherita) cui si aggiungono  14 ministri senza potere di spesa


10 maggio 2006: Giorgio Napolitano, al quarto scrutinio, è eletto presidente della repubblica

Giorgio Napolitano, al quarto scrutinio, è eletto presidente della repubblica


30 aprile 2006: i Ds propongono la candidatura di D’Alema per la presidenza della repubblica, che viene respinta da Forza Italia

i Ds propongono la candidatura di D’Alema per la presidenza della repubblica, che viene respinta da Forza Italia


29 aprile 2006: Elezione di Fausto Bertinotti alla Camera e di Franco Marini al Senato

Elezione di Fausto Bertinotti alla Camera e di Franco Marini al Senato


Nassiriya (Iraq): 4 militari italiani morti

A Nassiriya un ordigno esplode al passaggio di una pattuglia: 4 militari italiani morti


29 aprile 2006: Fausto Bertinotti di Rifondazione Comunista pretende di essere eletto Presidente della Camera

29 aprile 2006: Fausto Bertinotti di Rifondazione Comunista pretende di essere eletto Presidente della Camera

(invece di favorire la scelta di affidare questo incarico alla allora opposizione, come “noi” invece abbiamo preteso – non ottenendolo – in questi giorni. L’effetto a cascata sarà che tutte le tre massime cariche istituzionali vengono occupate dal centro-sinistra)


15 aprile 2006: Berlusconi prospetta un’intesa parziale, limitata nel tempo, per affrontare le immediate scadenze istituzionali, economiche e internazionali del paese

lettera di Berlusconi al Corriere della Sera in cui ribadisce che non ci sono nè vincitori nè vinti, per cui prospetta un’intesa parziale, limitata nel tempo, per affrontare le immediate scadenze istituzionali, economiche e internazionali del paese


9 e 10 aprile 2006: elezioni politiche. Unione: 19.002.598; Polo: 18.977.843


Liste Voti % Seggi
L’Ulivo 11.930.983 31,271 220
Partito della Rifondazione Comunista 2.229.464 5,843 41
Rosa nel Pugno 990.694 2,596 18
Partito dei Comunisti Italiani 884.127 2,317 16
Italia dei Valori 877.052 2,298 16
Federazione dei Verdi 784.803 2,056 15
Popolari UDEUR 534.088 1,399 10
Partito Pensionati 333.278 0,873 -
Südtiroler Volkspartei 182.704 0,478 4
I Socialisti[7] 115.066 0,301 -
Lista Consumatori[8] 73.751 0,193 -
Lega per l’Autonomia Alleanza Lombarda[9] 44.589 0,116 -
Liga Fronte Veneto[10] 21.999 0,057 -
Totale L’Unione 19.002.598 49,81 340
Forza Italia 9.048.976 23,717 137
Alleanza Nazionale 4.707.126 12,337 71
UDC 2.580.190 6,762 39
Lega NordMPA 1.747.730 4,580 26
DC-Nuovo PSI[11] 285.474 0,748 4
Alternativa Sociale 255.354 0,669 -
Fiamma Tricolore 230.506 0,604 -
No Euro[12] 58.746 0,153 -
Pensionati Uniti[13] 27.550 0,072 -
Ecologisti Democratici[14] 17.145 0,044 -
Partito Liberale Italiano[15] 12.265 0,032 -
S.O.S. Italia[16] 6.781 0,017 -
Totale Casa delle Libertà 18.977.843 49,74 277
Progetto Nordest[17] 92.002 0,241 -
Die Freiheitlichen 17.183 0,045 -
Terzo Polo[18] 16.174 0,042 -
IRS 11.648 0,030 -
Sardigna Natzione 11.000 0,028 -
Solidarietà[19] 5.814 0,015 -
Per il Sud[20] 5.130 0,013 -
Movimento Democratico Siciliano-Noi Siciliani[21] 5.003 0,013 -
Movimento Triveneto[22] 4.518 0,011 -
Dimensione Christiana[23] 2.489 0,006 -
Destra Nazionale[24] 1.093 0,002 -
Lega Sud[25] 848 0,002 -
Totale 38.153.343 617

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