La nave Costa Concordia, ferita ed inclinata verso il precipizio, e i feroci oppositori del Governo Monti/Napolitano, di Paolo Ferrario
Pubblicato: 17/01/2012 Filed under: 2012, catastrofi, Governo Monti 2011-, Lega Nord, sinistra massimalista, Storia d'Italia Lascia un commento »L’immagine della nave Costa Concordia ferita ed inclinata verso il precipizio è la perfetta e drammaticamente vera metafora dell’Italia sull’orlo del baratro.
E quindi è la rappresentazione visiva delle tragiche responsabilità che si stanno assumendo Lega Nord di Maroni e Bossi, Cgil di Camusso e altri sindacati, IDV (italia dei suoi valori) di Di Pietro nella loro feroce opposizione all’equipaggio guidato da Mario Monti e Giorgio Napolitano che tentano di evitare il peggio
Paolo Ferrario, 16 gennaio 2012
Giorgio Bocca (1920-2011)
Pubblicato: 26/12/2011 Filed under: BIOGRAFIE, comunismo, dittature-tirannie, PERSONE Lascia un commento »“Oggi è un antifascista d’acciaio, ma prima di fare il partigiano è stato un fascista scaldato e anche un razzista antisemita. Oggi è tra i più aspri nemici di Silvio Berlusconi, ma ha lavorato per la televisione del Cavaliere e con ottimi contratti: ‘L’ho fatto per i soldi’, ha spiegato in un’intervista a Oreste Pivetta per ‘l’Unità’ del 14 marzo 2006. Oggi è antileghista, ma ha tifato per la Lega di Umberto Bossi: li chiamava i nuovi partigiani. Oggi difende i post-comunisti, ma è stato un loro avversario molto polemico. E sempre con lo stesso stile umano. Nei tanti mutamenti, l’Uomo di Cuneo ha sempre conservato intatto un connotato, quello iniziale, di quando era un giovane fascista: il carattere arrogante, del tipo pronto a manganellare con le parole chi non la pensa come lui o lo disturba con articoli e libri che lui non è in grado di scrivere. Con il passare degli anni, è diventato un vecchio signore che vuole sempre azzannare e farsi temere. L’Uomo di Cuneo è l’esatto contrario del tipo generoso. Per lui, gli altri contano meno di nulla. Il suo mondo professionale ha sempre avuto un solo abitante con diritto di parola: lui stesso.”
Giampaolo Pansa in La grande bugia
dittatori: Kim Jong-il, erede del padre Kim Il Sung, alla guida della Corea del Nord dal 1994, è morto il 17 dicembre
Pubblicato: 22/12/2011 Filed under: 2011, comunismo, dittature-tirannie Lascia un commento »Gli ultimi dittatori
Kim Jong-il, erede del padre Kim Il Sung, alla guida della Corea del Nord dal 1994, è morto il 17 dicembre. Nella sua Corea non esistono diritti, non c’è libertà di stampa né di parola, 150.000 dissidenti sono ai lavori forzati. Non esiste la privacy e gli oppositori sono giustiziati senza processo oppure confinati in campi di sterminio. Sul nostro sito una riflessione sui regimi totalitari di tutto il mondo, da Than Shwe (Myanmar) a Aleksandr Lukasenko (Bielorussia).
Ieri (forse) termina la carriera per il potere politico di Berlusconi. Di certo non termina il “berlusconismo”
Pubblicato: 09/11/2011 Filed under: 2011, berlusconismo, Governo Berlusconi 2008- Lascia un commento »Ieri (forse) termina la carriera per il potere politico di Berlusconi. Per l’egemonia, come insegnava Antonio Gramsci.
Di certo non termina il “berlusconismo“, che è insito in una larga parte degli italiani. Giorgio Gaber con spirito profetico diceva: “ Non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me“
La cultura della sinistra ora crede di avere ottenuto lei questo risultato. Ma, a mio parere, l’esito (parziale) è molto più dovuto alla sua ex moglie Veronica Berlusconi:
Ce lo si dimentica troppo spesso.
Paolo Ferrario, 9 novembre 2011
la morte dei tiranni: Mu’ammar Gheddafi
Pubblicato: 20/10/2011 Filed under: 2010, dittature-tirannie, islamismo, Mediterraneo, Nord Africa, Nord Africa Lascia un commento »
LA MEMORIA LUNGA “Noi sappiamo che un uomo può leggere Goethe o Rilke la sera, che può suonare Bach e Schubert, e andare a fare la sua giornata di lavoro ad Auschwitz la mattina”. George Steiner
Pubblicato: 11/10/2011 Filed under: MEMORIA STORICA Lascia un commento »
LA MEMORIA LUNGA
|
|||||||
|
LIBRI |
|
||||||
| Vedi anche: |
|
||||||
| Gli ebrei e la Shoah |
2006
2005
2004
2003
|
||||||
| Armenia |
|
||||||
| Comunismi |
|
||||||
| Europa: i totalitarismi del Novecento |
|
||||||
| Terrorismo di matrice islamica |
Turchi ed Europa: Battaglia di Lepanto, 1571
Pubblicato: 07/10/2011 Filed under: Cinquecento, Europa, islamismo Lascia un commento »Turchi ed Europa: Battaglia di Lepanto 1571
vai a: StoriaLibera.it – Turchi ed Europa: Battaglia di Lepanto 1571:
Joze Pirjevec, Le guerre jugoslave, Einaudi e Mondadori
Pubblicato: 16/09/2011 Filed under: comunismo, guerre jugoslave 1991-1999, Serbia Lascia un commento »Le guerre jugoslave 1991-1999 di Joze Pirjevec intende presentare nel modo piú esauriente possibile una vicenda di enorme rilevanza storica, che ha segnato in maniera decisiva la politica internazionale: infatti come ebbe a dire l’attuale segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, in Bosnia-Erzegovina veniva condotta “una guerra mondiale larvata”, nella quale erano implicate direttamente o indirettamente tutte le maggiori potenze mondiali, dove s’infrangevano tutte le sostanziali contraddizioni di questo millennio e dell’inizio del terzo. Eppure, nel sostenere questa tesi, lo stesso Kofi Anna concentrava la sua attenzione su un solo capitolo della tragedia che ha sconvolto l’ex Jugoslavia, tralasciando di menzionare come nelle sue diverse repubbliche abbiano avuto luogo, nel periodo 1991-99, ben sei diverse vicende belliche, a cominciare dall’intervento dell’Armata popolare in Slovenia per finire con quello della Nato contro la Serbia.
Una vicenda cosí vasta e complessa ha richiesto un approfondito lavoro di ricerca che l’autore ha svolto nelle grandi biblioteche e centri di studi sulla politica internazionale come pure nei paesi direttamente coinvolti nella vicenda bellica. Sulla base del materiale raccolto, delle interviste con alcuni protagonisti della vicenda e di una vasta indagine condotta su quotidiani e riviste di tutti i paesi coinvolti nel conflitto, Pirjevec ha ricostruito le diverse guerre jugoslave nei loro risvolti politico-militari e nelle loro implicazioni internazionali, prendendo in esame tanto le dinamiche interne e gli aspetti sociali che le hanno condizionate, quanto l’intervento delle grandi potenze e organizzazioni, a cominciare dalle Nazioni Unite e dall’Onu. Ne risulta uno spaccato esemplare della intricata realtà internazionale di oggi e delle sue contraddizioni interne, determinate dal tramonto delle certezze e degli equilibri, imposti al mondo dalla guerra fredda: un tentativo, insomma, di considerare lo sfacelo della Jugoslavia, che ha segnato in modo cosí tragico l’ultimo scorcio del secondo millennio, attraverso una varietà di approcci, nell’ambizione di presentarlo, nonostante la sua bruciante attualità, in una chiave e prospettiva già storica.
Joze Pirjevec, Le guerre jugoslave < Libri < Einaudi.
2007: per la prima volta la popolazione che vive nelle città supera quella delle campagne
Pubblicato: 05/07/2011 Filed under: 2007, Demografia, Novecento Lascia un commento »2007: per la prima volta la popolazione che vive nelle città supera quella delle campagne
2006: la popolazione mondiale arriva a 6 miliardi e mezzo
Pubblicato: 05/07/2011 Filed under: 2006, Demografia, Novecento Lascia un commento »2006: la popolazione mondiale arriva a 6 miliardi e mezzo
1999: la popolazione mondiale arriva ai 6 miliardi
Pubblicato: 05/07/2011 Filed under: 1999, Demografia, Novecento Lascia un commento »1999: la popolazione mondiale arriva ai 6 miliardi.
Nei soli 40 anni del secondo millennio la popolazione è raddoppiata.
Le crescite più significative sono in Cina, India e Africa
1987: sono gli anni della massima crescita dei paesi “sottosviluppati”
Pubblicato: 05/07/2011 Filed under: Demografia, Novecento Lascia un commento »1987: sono gli anni della massima crescita dei paesi “sottosviluppati”.
La popolazione mondiale tocca i 5 miliardi.
Rispetto ai trent’anni precedenti è raddoppiata
1974: la popolazione mondiale arriva ai 4 miliardi
Pubblicato: 05/07/2011 Filed under: 1974, Demografia, Novecento Lascia un commento »1974: la popolazione mondiale arriva ai 4 miliardi.
nel 1960 era 3 miliardi
1960: la popolazione mondiale raggiunge i 3 miliardi
Pubblicato: 05/07/2011 Filed under: 1961, Demografia, Novecento Lascia un commento »1960: la popolazione mondiale raggiunge i 3 miliardi.
Tra il 1961 e il 1962 la popolazione cresce al ritmo del 2%
1930: la popolazione mondiale raggiunge i due miliardi
Pubblicato: 05/07/2011 Filed under: 1930, Demografia, Novecento Lascia un commento »1930
la popolazione mondiale raggiunge i due miliardi: alla fine dell’Ottocento era un miliardo
Fine Ottocento: la Terra conta il primo miliardo di esseri umani
Pubblicato: 05/07/2011 Filed under: Demografia, Ottocento, Terra Lascia un commento »Fine Ottocento: la Terra conta il primo miliardo di esseri umani.
Per raggiungere questo traguardo l’Homo Sapens ha impiegato 200mila anni
La battaglia di Lepanto, 7 ottobre 1571
Pubblicato: 04/07/2011 Filed under: Cinquecento, islamismo Lascia un commento »La battaglia di Lepanto « babilonia61.
Vittorio Arrigoni, rapito giovedì mattina da una cellula estremista salafita legata ad al Qaeda, è stato impiccato dai suoi rapitori
Pubblicato: 15/04/2011 Filed under: 2011, islamismo, Israele e Palestina Lascia un commento »Vittorio Arrigoni, rapito giovedì mattina da una cellula estremista salafita legata ad al Qaeda, è stato impiccato dai suoi rapitori
da: A difendere Hamas si finisce assassinati da al Qaeda, in Informazione Corretta
17 marzo 1861 – 17 marzo 2011
Pubblicato: 17/03/2011 Filed under: 1861, 2011 Lascia un commento »
Il 17 marzo 1871 nasce ufficialmente il Regno d’Italia. E’ il giorno in cui viene promulgata la legge che assegna a Vittorio Emanuele II il titolo di re.
Il processo di unificazione era stato portato a termine per iniziativa dei democratici. Giuseppe Garibaldi con la spedizione dei Mille conquista il regno borbonico delle Due Sicilie col sostegno prima diplomatico e poi anche militare di Vittorio Emanuele II e di Cavour.
La situazione storica e culturale è perfettamente riqassunta dalla frase di Massimo D’Azeglio
“Fatta l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani“
L’unità fu poi completata con la liberazione del Veneto nel 1866 e con la presa di Roma nel 1870.
La Repubblica nascerà il 2 giugno del 1946
Terremoto in Giappone. Tsunami di 10 metri
Pubblicato: 11/03/2011 Filed under: 2011, Asia, Giappone, Terra, terremoti Lascia un commento »In queste immagini il momento della violenta scossa di terremoto, 8.9 gradi Richter, che ha colpito il Giappone venerdì 11 marzo 2011. L’epicentro è stato individuato a circa 373 Km da Tokyo, al largo della costa nord-orientale del Paese. La scossa ha provocato uno tsunami che si è abbattuto sul litorale della città di Sendai, a nord della Capitale
da:Terremoto in Giappone: feriti, crolli e panico. Tsunami di 10 metri – Yahoo! Notizie.
Libia, dalle proteste alla guerra civile. Cronologia della crisi – Il Sole 24 ORE
Pubblicato: 01/03/2011 Filed under: 2011, islamismo, Nord Africa Lascia un commento »15-16 febbraio – Nella notte tra martedì e mercoledì la polizia disperde con la forza un sit-in antigovernativo a Bengasi, seconda città del paese e roccaforte dell’opposizione. 30 feriti. A al Baida, a 1200 km est da Tripoli, le forze di sicurezza uccidono due manifestanti.
17 febbraio - Dopo duri scontri, sei persone vengono uccise a Bengasi e due ad Al Baida. In giornata viene diffuso su Facebook un appello per scendere il piazza il giorno dopo in un “giorno della collera contro il regime”. Scontri, feriti e arresti anche a sud di Tripoli a Zenten.
18 febbraio: Il bilancio della rivolta supera quota quaranta morti. Duri scontri a Bengasi, dove viene incendiata la sede della radio. A Baida due poliziotti sono catturati dai manifestanti, quindi impiccati. Nella capitale continuano invece a scendere in piazza i sostenitori di Gheddafi. Il colonnello Gheddafi fa una breve apparizione in pubblico ma non fa alcun discorso. Facebook non è più accessibile e le connessioni internet sono molto disturbate.
19 febbraio: A Bengasi 12 persone sono state uccise dalle forze dell’ordine mentre prendevano d’assalto una caserma. Sanguinosi scontri anche a Musratha, 200 km a est della capitale. La connessione a internet è praticamente impossibile.
20 febbraio: la contestazione si trasforma in aperta insurrezione nell’est del paese. Si parla ormai di oltre 100 morti da martedì. Nella sola giornata di domenica 60 persone almeno sono uccise a Bengasi. Le autorità libiche annunciano l’arresto di una serie di stranieri arabi accusati di complottare per destabilizzare il paese. A Tripoli gli avvocati organizzano un sit-in di protesta contro la repressione mentre la sede di una televisione e di una radio pubbliche vengono attaccate e saccheggiate. Il manifestanti attaccano anche posti di polizia e sedi dei comitati rivoluzionari. sfilano i sostenitori del regime e nella notte si scontrano con i rivoltosi presso la Piazza verde, nel centro città. In serata parla al paese Saif al islam, figlio di Gheddafi: Saif evoca lo spettro di una sanguinosa guerra civile ma promette riforme.
21 febbraio: HRW diffonde un nuovo bilancio. I morti sono oltre 230. Molti paesi occidentali si preparano a evacuare i loro cittadini mentre si diffonde la voce, non verificabile, di una fuga del colonnello Gheddafi. Nel pomeriggio, durissimi scontri a Tripoli: l’aviazione interviene contro la folla. Il bilancio dei morti supera quota trecento. In tarda serata Gheddafi si presenta in tv e smentisce le voci di fuga: “non sono in Venezuela”. Dagli Usa il segretario di stato Clinton chiede di porre fine al “bagno di sangue”. Dal quatar il teologo di origine egiziana Youssef al-Qardawi ha emesso una fatwa nella quale si invita l’esercito libico ad uccidere Muammar Gheddafi.
22 febbraio – Gheddafi appare in televisione e annuncia che non lascerà il Paese e lotterà “fino all’ultima goccia di sangue”. Il ministero dell’Interno riferisce di 300 morti dall’inizio delle proteste e il presidente del parlamento afferma che è stata riportata la calma “nella maggior parte delle grandi città”. Le Nazioni Unite hanno condannato la repressione, chiedendo la “fine immediata” delle violenze, mentre la Lega araba ha sospeso la partecipazione della Libia, “fino a quando le autorità libiche non accetteranno le rivendicazioni” del popolo e “ne garantiranno la sicurezza”. Il presidente del parlamento libico ha annunciato che “la calma è stata ristabilita nella maggior parte delle principali città”. Rimpatriati da Tripoli 400 italiani che ne hanno fatto richiesta.
23 febbraio – Continuano i rimpatri dei cittadini stranieri. Il ministro italiano degli Affari Esteri Franco Frattini ha evidenziato il rischio di un “esodo biblico” di cittadini libici verso l’Italia: ne potrebbero arrivare fino a 300mila. Nuove testimonianze dalla Libia fanno salire il numero plausibile delle vittime a più di 2.000 morti, ma la rete satellitare araba Al Arabiyah parla di 10mila vittime. Proprio nell’est del Paese, secondo alcune fonti, l’opposizione avrebbe ormai preso il controllo della situazione, con i militari schierati con i manifestanti. Al Qaida, secondo fonti libiche, avrebbe addirittura creato un emirato islamico a Derna. Obama torna a condannare le violenze e la repressione
24 febbraio – si combatte a Misurata al Zawaiha e Zura. Nel primo pomeriggio il leader libico Gheddafi appare in televisione con una telefonata e ribadisce l’intenzione di non lasciare e sconfiggere i ribelli. Gheddafi accusa al Qaida di orchestrare la rivolta. IL petrolio raggiunge i 120 dollari al barile. C’è attesa per una manifestazione indetta per venerdì dall’opposizione a Tripoli mentre si moltiplicano le voci relative a una marcia degli insorti verso Tipoli, che è accerchiata ad est e ovest.
25 febbraio - I ribelli avrebbero perso il controllo di Misurata. Nel pomeriggio scontri a Tripoli. Le truppe del regime fanno fuoco sulla folla dopo le preghiere del venerdì. Da Piazza verde il leader libico esorta i suoi a combattere fino alla mote mentre il figlio Saif al Islam, in una conferenza stampa, apre a un possibile negoziato con i ribelli. Gli Stati Uniti adottano sanzioni mentre una bozza di sanzioni è in discussione presso le Nazioni Unite. Prosegue la fuga degli stranieri dalla Libia.
26 febbraio - Pace relativa a Tripoli mentre si prosegue a combattere in diverse città del paese. Si riunisce il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La risoluzione prevede in particolare l’embargo sulla vendita di armi, il divieto di viaggiare negli Stati membri dell’Onu per 16 persone, tra cui il colonnello, i suoi otto figli e altre persone legate al regime e il congelamento dei beni finanziari del colonnello, di quattro suoi dei figli e di un’altra persone vicina al regime. Gheddafi potrà essere processato dal tribunale penale internazionale
27 febbraio – il colonnello Gheddafi torna a parlare e concede un’intervista alla tv serba “pink”. La Libia, dice, è “completamente calma”. A Bengasi attorno all’ex ministro degli interni si forma un Consiglio Nazionale.
da: Libia, dalle proteste alla guerra civile. Cronologia della crisi – Il Sole 24 ORE.
Europa e Nord Africa
Pubblicato: 23/02/2011 Filed under: Europa, Mediterraneo, Nord Africa 1 Commento »Mediterraneo, Nord Africa, Medio Oriente
Pubblicato: 23/02/2011 Filed under: ATLANTE GEOPOLITICO, Mediterraneo, Nord Africa 1 Commento »Libia, la rivolta più veloce e la repressione brutale – Il Sole 24 ORE
Pubblicato: 23/02/2011 Filed under: 2001, Nord Africa Lascia un commento »A metà febbraio le proteste che infiammano una parte consistente del mondo arabo hanno raggiunto anche la Libia del colonnello Muhammar Gheddafi. In pochissimi giorni la situazione è andata fuori controllo. Ci sono stati violenti scontri tra manifestanti antigovernativi e gruppi che sostengono il rais. Il regime ha deciso di applicare la massima brutalità nel tentativo di stroncare la rivolta. Già centinaia i morti, moltissimi i feriti. Le città principali sono sprofondate nel caos, migliaia di persone occupano la Piazza Verde di Tripoli, i palazzi del potere sono in fiamme, le notizie si rincorrono confuse. Voci su importanti defezioni nell’esercito si mescolano a quelle di un golpe in atto,
Libia, la rivolta più veloce e la repressione brutale – Il Sole 24 ORE.
Algeria, lo stato d’emergenza – Il Sole 24 ORE
Pubblicato: 21/02/2011 Filed under: 2011, Mediterraneo, Nord Africa Lascia un commento »
A partire da gennaio, l’Algeria ha assistito a varie proteste antigovernative che hanno portato in superficie il malessere che da tempo sobbolle nel più vasto paese del Maghreb. I principali motivi di malcontento sono la disoccupazione e la corruzione diffuse, l’aumento dei prezzi per i beni di prima necessità e il persistere di un quasi ventennale “stato di emergenza” e di pratiche di governo autoritarie. Nel mese di gennaio, alcuni algerini si sono autoimmolati, a imitazione del venditore ambulante tunisino Mohamed Bouazizi che, dandosi fuoco, aveva innescato la rivolta popolare nel suo paese. Il presidente algerino, Abdelaziz Bouteflika, al potere dal 1999, ha cercato di calmare gli animi, promettendo che presto revocherà lo stato di emergenza.
I disordini nel paese continuano, anche se per ora non hanno avuto conseguenze dirompenti come in Tunisia, in Egitto e in Libia.
Algeria, lo stato d’emergenza – Il Sole 24 ORE.
Tunisia 2011: dove la svolta è cominciata | Aspenia online
Pubblicato: 04/02/2011 Filed under: Egitto, islamismo, Medio Oriente, Mediterraneo, Nord Africa Lascia un commento »Mubarak è alla guida dell’Egitto dal 1981. In Yemen, Ali Abdullah Saleh è al potere dal 1978. In Algeria l’attuale presidente della Repubblica Bouteflika è al potere solo dal 1999, ma il partito di cui è espressione, il Fronte di Liberazione Nazionale (sostenuto dall’esercito) lo è senza interruzione dall’anno dell’indipendenza (1962), e ha reagito con un colpo di stato alla legittima vittoria elettorale del Fronte Islamico di Salvezza nel 1992. La Repubblica Islamica di Libia vede Gheddafi al potere ininterrottamente dal 1969. Anche altrove si registra una forte continuità: per restare al Maghreb, Mohammed VI di Marocco è al potere dal 1999, ovvero dalla morte di suo padre Hassan II. Nel resto del Medio Oriente, la situazione di fatto non è diversa: il re Abdullah dell’Arabia Saudita ha ereditato il potere da un ventennio di gestione del padre re Fahd; in Giordania re Hussein muore nel 1999 e gli succede il figlio Abdullah II; Bashar Assad di Siria è al potere solo dal 2000, ma dopo aver ereditato anche’egli il potere per via dinastica all’interno di uno stato che formalmente si definisce una repubblica.
via Tunisia 2011: dove la svolta è cominciata | Aspenia online.
Egitto, la rivoluzione del loto e il rischio integralista – Il Sole 24 ORE
Pubblicato: 29/01/2011 Filed under: 2001, Mediterraneo, Nord Africa Lascia un commento »
Stimolate dalle notizie in arrivo dalla Tunisia, in cui si stava consumando la Rivoluzione dei Gelsomini, in Egitto la prime proteste di piazza si sviluppano il 25 gennaio al Cairo e ad Alessandria. Le parole d’ordine dei manifestanti sono analoghe a quelle che guidano la rivolta contro il regime di Ben Ali: basta con la corruzione, più lavoro, più libertà, prezzi meno alti per i beni di primo consumo e soprattutto stop al regime autoritario del “Faraone” Hosni Mubarak, al potere da trent’anni e da tempo impegnato ad aprire per il figlio Gamal una strada moquettata verso la sua successione. I disordini si diffondono in molte città (i morti, alla fine, saranno più di 350) mentre Piazza Tahrir al Cairo diventa il cuore geografico e simbolico della “Rivoluzione del Loto”.
Il 29 gennaio viene nominato vicepresidente l’ex capo dei Servizi egiziani, Omar Suleiman. Sarà lui ad annunciare, l’11 febbraio, la fine dell’era di Hosni Mubarak. Il potere passa temporaneamente all’esercito che dovrebbe accompagnare il paese verso future elezioni in cui, questo è il timore di molti sia in Egitto sia in Occidente, potrebbero avere un ruolo da protagonisti i Fratelli musulmani e altre organizzazioni islamiste.
I
Egitto, la rivoluzione del loto e il rischio integralista – Il Sole 24 ORE.
L’Egitto di rivolta, tensione nel Libano
Pubblicato: 26/01/2011 Filed under: Egitto, islamismo, Mediterraneo, Nord Africa Lascia un commento »L’Egitto di rivolta, tensione nel Libano.
È l’89 arabo?
Morte di Antonio Gramsci: 17 gennaio 1931
Pubblicato: 17/01/2011 Filed under: 1931, Gramsci Lascia un commento »| La riscoperta di Gramsci |
17/01/11 – La notizia della morte di Antonio Gramsci, avvenuta a Roma il 27 aprile 1937, ebbe poca risonanza in Italia. Arrestato nel novembre 1926, nel 1928 alcuni giornali avevano riportato qualche informazione sul processo del gruppo dirigente del Partito comunista; poi, dopo la condanna, vi era stato il silenzio, oculatamente governato dalla polizia e dalla censura del regime.
In carcere, l’isolamento di Gramsci aveva avuto aspetti particolari. Problematici i rapporti con la moglie, la sovietica Giulia Schucht, la quale manifestò una fragilità nervosa che si ripercosse nei rapporti con il prigioniero, Gramsci tenne anche posizioni di dissenso con il suo partito, dal quale però non intese uscire; ciò gli causò talora condizioni di isolamento anche sul piano personale. Oltre pochi amici in carcere, gli furono vicini in particolar modo la cognataTatiana Schucht, residente in Italia, e l’economista Piero Sraffa, che gestirono il complesso rapporto del prigioniero con l’esterno e soprattutto con il partito. Nel carcere di Turi, dove aveva scontato gran parte della detenzione, Gramsci aveva avuto a disposizione quaderni, calamaio e un certo numero di libri; poté dunque continuare gli studi e le riflessioni che lo avevano appassionato da uomo libero.
Ma tutto ciò si sarebbe saputo solo molti anni dopo. Nell’aprile 1937 il ricordo del giornalista, del dirigente politico, del membro del Parlamento (1924-26) era in Italia quasi cancellato, al punto che alcuni dei giovani che in quegli anni si avvicinarono al movimento comunista di Gramsci non conoscevano neanche il nome. Più vivaci furono le reazioni all’estero, soprattutto in Francia, dove – dopo la vittoria nazista in Germania (1933) e l’inizio della guerra civile spagnola (1936) – l’antifascismo stava vivendo una fase di sviluppo.
Ma l’immagine che la stampa antifascista rimandava di Gramsci rifletteva fortemente la temperie politica del tempo. Per esempio, mentre Palmiro Togliatti, leader del Partito comunista italiano e dirigente dell’Internazionale comunista, rievocava in Gramsci il giornalista e l’animatore dei consigli di fabbrica nella Torino del dopoguerra, Angelo Tasca– anch’egli, con Gramsci e Togliatti, tra i fondatori dell’“Ordine Nuovo”, ma uscito nel 1929 dal movimento comunista e ora militante socialista – rivelò invece un documento inedito dell’ottobre 1926 con il quale Gramsci criticava la dirigenza sovietica per la durezza con cui stava risolvendo i contrasti politici interni.
Solo la fine della guerra, la sconfitta del nazifascismo e la ripresa democratica in Italia permisero di fare i conti con Gramsci, la cui figura emergeva lentamente a mano a mano che i suoi scritti erano dati alle stampe. E non furono solo o tanto gli scritti politici ad attrarre l’attenzione, quanto gli scritti della prigionia, a partire dalle Lettere dal carcere(1947) che Benedetto Croce recensì nei “Quaderni della Critica” e Luigi Russo in “Belfagor”. Il primo scrisse che Gramsci “fu dei nostri”, tra coloro, cioè, che nei primi decenni del Novecento “attesero a formarsi una mente filosofica e storica adeguata ai problemi del presente”, superando il positivismo; mentre Russo, informato di quanto si stava preparando nella fucina della casa editrice Einaudi, evidenziò come le prossime pubblicazioni degli scritti di Gramsci avrebbero avuto una grande influenza nella cultura nazionale.
La profezia si avverò. Già la prima edizione dei Quaderni del carcere (detta tematica, perché i brani furono raccolti per argomenti), uscita negli anni Cinquanta, suscitò un grande interesse nella cultura storica, filosofica, letteraria, lasciando intuire la forza di unariflessione sulla modernità che sfidava il tempo e l’ambito politico di riferimento (il comunismo). La funzione degli intellettuali nella storia d’Italia a partire da Machiavelli, il complesso nesso tra la Riforma, il Rinascimento e la Controriforma, il rapporto tra il Risorgimento e la “quistione meridionale”, il giacobinismo e la “rivoluzione passiva”, il ruolo della filosofia di Croce e lo storicismo, l’“americanismo” come orizzonte della moderna società industriale, il folklore e la cultura delle classi subalterne – per non citare che alcuni dei temi più tipici della riflessione gramsciana – assunsero particolari coloriture con la pubblicazione di quegli scritti.
Fu poi l’edizione critica dei Quaderni, curata da Valentino Gerratana ed edita nel 1975, che rese possibile l’approfondimento dei sentieri di ricerca e delle loro complesse e non sempre autoevidenti interconnessioni. Riproducendo i testi di Gramsci quaderno per quaderno e dando notizia delle varianti, dei ripensamenti, delle cancellature, quella scrittura diveniva un patrimonio imprescindibile della riflessione sulla modernità verso il quale – in Italia e fuori – l’attenzione non si è mai attenuata.
Bibliografia
Sulla riscoperta di Gramsci vedi Enzo Santarelli, Gramsci ritrovato 1937-1947, Catanzaro, Abramo, 1991.
Alla prima edizione delle Lettere dal carcere (Torino, Einaudi, 1947) seguì la più corposa edizione a cura di Sergio Caprioglio e Elsa Fubini (Torino, Einaudi, 1965). Alcune ulteriori acquisizioni in Lettere dal carcere, a cura di Antonio A. Santucci (Palermo, Sellerio, 1996). Notevole per l’impianto critico è il volume Antonio Gramsci – Tatiana Schucht,Lettere 1926-1935, a cura di Aldo Natoli e Chiara Daniele (Torino, Einaudi, 1997).
La prima edizione dei Quaderni del carcere fu pubblicata presso Einaudi tra il 1948 e il 1951 in sei volumi: Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce, Gli intellettuali e l’organizzazione della cultura, Il Risorgimento, Note sul Machiavelli sulla politica e sullo Stato moderno, Letteratura e vita nazionale, Passato e presente.
Del 1975 è l’edizione critica dell’Istituto Gramsci, a cura di Valentino Gerratana, deiQuaderni del carcere (4 volumi). Ad essa seguirono, a mo’ di approfondimento, le edizioni di alcuni “quaderni speciali”, cioè i quaderni monotematici (mentre gli altri sono miscellanei o di traduzioni), tutte uscite per Einaudi: Quaderno 19. Risorgimento italiano, a cura di Corrado Vivanti, 1977; Quaderno 22. Americanismo e fordismo, a cura di Franco De Felice, 1978; Quaderno 13. Noterelle sulla politica del Machiavelli, a cura di Carmine Donzelli, 1981.
Nel 2009, per la cura di Gianni Francioni e per la collaborazione tra la Fondazione Istituto Gramsci, il quotidiano L’Unione Sarda di Cagliari e l’Istituto dell’Enciclopedia italiana, è uscita una riproduzione fotografica completa del manoscritto originale dei quaderni:Quaderni del carcere. Edizione anastatica dei manoscritti, Roma-Cagliari, in 18 volumi.
Di recente è iniziata la pubblicazione dell’edizione nazionale degli scritti, promossa dalla Fondazione Istituto Gramsci e edita dall’Enciclopedia italiana, che ha visto finora l’uscita dei Quaderni di traduzioni (a cura di Gianni Francioni e Giuseppe Cospito, 2 voll., 2007) e del primo volume dell’Epistolario (1906-22, a cura di David Bidussa, Francesco Giasi, Gado Luzzatto Voghera e Maria Luisa Righi, 2009); il secondo volume, contenente i carteggi del 1923, è atteso a breve.
Sulla prigionia di Gramsci si vedano Paolo Spriano, Gramsci in carcere e il partito, Roma, l’Unità, 1988; Angelo Rossi – Giuseppe Vacca, Gramsci tra Mussolini e Stalin, Roma, Fazi, 2007.
Tra gli strumenti critici, soprattutto per lo studio dei Quaderni, si vedano Le parole di Gramsci. Per un lessico dei quaderni del carcere, a cura di Fabio Frosini e Guido Liguori, Roma, Carocci, 2004; Dizionario gramsciano 1926-1937, a cura di Guido Liguori e Pasquale Voza, Roma, Carocci, 2009.
Un’ampia rassegna di studi è contenuta in Gramsci nel suo tempo, a cura di Francesco Giasi, 2 voll., Carocci 2008.
Infine, sulle letture di Gramsci da parte non italiana si vedano Gramsci le culture e il mondo, a cura di Giancarlo Schirru, Roma, Viella, 2009; Studi gramsciani nel mondo. Le relazioni internazionali, a cura di Giuseppe Vacca, Eugenia Baroncelli, Mario Del Pero e Giancarlo Schirru, Bologna, Il Mulino, 2009.
|
|
|
da: La riscoperta di Gramsci – Treccani.
Tunisia, la rivoluzione dei gelsomini è l’inizio – Il Sole 24 ORE
Pubblicato: 14/01/2011 Filed under: 2011, Mediterraneo Lascia un commento »
Tutto è iniziato a Sidi Bouzid, cittadina della Tunisia interna. Il 17 dicembre scorso, il venditore ambulante di verdure Mohamed Bouazizi, esasperato da una storia di minutaglie burocratiche vessatorie, minitangenti di quartiere e umiliazioni ricevute dalla polizia, si dà fuoco in piazza. Morirà il 4 gennaio, in conseguenza delle ustioni. La vicenda di Bouazizi – passato alla storia come il “venditore ambulante laureato”, ma in realtà costretto ad abbandonare la scuola prima dei vent’anni per mantenere i fratelli agli studi – è il motore simbolico che avvia la “Rivoluzione dei gelsomini” in Tunisia. A partire da dicembre si moltiplicano le proteste di strada in tutte le città del paese.
I dimostranti chiedono la fine della dittatura ultraventennale di Zine El-Abidine Ben Ali e manifestano contro la corruzione di cui è intrisa la Tunisia, contro la disoccupazione endemica, contro l’aumento dei prezzi e per una maggiore libertà, sistematicamente conculcata da un regime repressivo durato 23 anni. Lo scontro si radicalizza (i morti saranno in tutto circa ottanta). Il 14 gennaio Ben Ali è costretto a scappare in Arabia Saudita e negli ultimi giorni si rincorre la notizia non confermata che l’ex dittatore sia morto a Jedd
a
da: Tunisia, la rivoluzione dei gelsomini è l’inizio – Il Sole 24 ORE.
Tunisia 2011: “rivoluzione dei gelsomini”: ovvero come una sollevazione popolare spontanea, trasversale e apartitica
Pubblicato: 13/01/2011 Filed under: 2011, Mediterraneo Lascia un commento »Molti commentatori occidentali hanno parlato di “rivolta del pane”, ma il “pane”, inteso come mera sussistenza della popolazione, non è la questione all’ordine del giorno. Sembra più corretto definire gli eventi dello scorso 13 gennaio come la “rivoluzione dei gelsomini”: ovvero come una sollevazione popolare spontanea, trasversale e apartitica. È questo il tipo di evento che ha indotto il presidente Ben Ali alla fuga, dopo ben 23 anni di concentrazione del potere
viaTunisia 2011: dove la svolta è cominciata | Aspenia online.
21 dicembre 2010: Il movimento ”Verso Nord” si estende
Pubblicato: 21/12/2010 Filed under: 2010, Cacciari, Verso Nord Lascia un commento »Il movimento ”Verso Nord” si estende. Ha tenuto una riunione a Milano in cui sono intervenuti anche il capogruppo regionale del Pd del Friuli Venezia Giulia, Gianfranco Moretton, con 6 colleghi del consiglio regionale.
Erano presenti, fra gli altri, Giuseppe Bortolussi, Diego Bottacin, Massimo Cacciari, Andrea Causin, Lorenzo Dellai, Maurizio Fistarol, Franco Miracco, Nicola Pasini, Mariano Rabino, Gianluca Susta, Alessio Vianello. Sono intervenuti, come ospiti, Carlo Calenda e Andrea Romano (direttore) di Italia Futura. ”Bisogna organizzarsi – e’ stato detto – per far valere a Roma le ragioni di un’area strategica cruciale dal punto di vista economico, sociale e culturale e per incidere, attraverso le nostre istanze, sulla fisionomia del Nuovo Polo”.
”Dobbiamo passare ad una fase operativa, organizzativa e politica” ha dichiarato Massimo Cacciari. ”Propongo di organizzare, in collaborazione con gli amici di Italia Futura, un convegno a febbraio da tenersi a Milano sul federalismo.”
da: VERSO NORD NUMEROSE ALTRE ADESIONI DAL PD AL MOVIMENTO DI CACCIARI – Agenzia di stampa Asca.
Governo Berlusconi: respinta la fiducia
Pubblicato: 14/12/2010 Filed under: 2010, Berlusconi, Governo Berlusconi 2008-, PERSONE, POLITICA ITALIANA Lascia un commento »Martedì 14 dicembre la Camera con 314 voti contrari e 311 favorevoli ha respinto le mozioni Franceschini, Donadi ed altri e Adornato ed altri di sfiducia al Governo
Nasce Futuro e Libertà: passaggi salienti del discorso di Gianfranco Fini, Perugia, 7 novembre 2010
Pubblicato: 07/11/2010 Filed under: 2010, Fini, POLITICA ITALIANA Lascia un commento »
«Abbiamo tutto il diritto per essere davvero molto soddisfatti. Di noi avevano detto: sono quattro gatti insignificanti. Invece in poche settimane, a partire da Mirabello fino a questa manifestazione siamo diventati politicamente determinanti, sia per le sorti del governo che per l’avvenire della nostra patria». «Quello che abbiamo fatto è un piccolo grande miracolo, i cui artefici siete stati solo voi». «Abbiamo dimostrato di voler credere in un progetto ideale da anteporre a un progetto personale. Perché se siete qui è per una certa idea dell’Italia, non per una fedeltà a una persona. Gli uomini passano, le idee restano».
«Nessun rancore personale, la nostra è stata una corale assunzione di responsabilità, il desiderio di voltare pagina, di essere artefici del proprio destino, protagonisti». E poi la citazione di Saint Exupéry: «se vuoi costruire una nave … non organizzare il lavoro … ma risveglia prima negli uomini la nostalgia del mare lontano». In Italia, dice Fini «c’era nostalgia di politica diversa, pulita»
I valori di Fli
«Fli non sarà An in piccolo, ma nemmeno la zattera della medusa pronta a raccogliere i naufraghi di ogni stagione. Le porte sono aperte a tutti, esclusi gli affaristi e i carrieristi. E per essere coerenti dobbiamo vigilare. Il nostro progetto è ambizioso, perché abbiamo la volontà di incarnare i valori autentici del centrodestra italiano, in collegamento con il centrodestra europeo, con quel moderatismo che in Europa è uno dei punti di riferimento del popolarismo, come evidenziano i valori contenuti nel nostro manifesto»
I valori capisaldi del progetto di Fli: «la nazione, il senso di appartenenza alla comunità; la legalità, come abito mentale e precondizione perché ci sia la libertà; il rispetto per la persona umana e la tutela dei diritti civili senza distinzioni di razza e religione; l’esaltazione del lavoro in tutte le sue espressioni; la centralità della famiglia come cellula primaria della società».
La politica di Fli
«Non saremo mai subalterni alla cultura politica della sinistra, che rispettiamo ma che non ci può insegnare nulla. E non saremo mai nemmeno sinonimo di pensiero debole, di un insipido minestrone». «Fli ha un progetto ambizioso che si riassume nella volontà di far nascere il soggetto politico che era alla base dell’intuizione che ha portato alla nascita del Pdl, ma che non si è realizzata, se non in minima parte. Quell’ambiezione del Pdl era:incarnare il moderatismo italiano, per cambiare volto alla società e ammodernare le nostre istituzioni».
«Questo progetto non è contro il Pdl, dove ci sono tante donne e uomini nei confronti dei quali non possiamo avere nulla di polemico, comprendiamo la loro amarezza. E non siamo nemmeno contro Berlusconi, per certi versi. Siamo molto più ambiziosamente oltre il Pdl e oltre Berlusconi. Quella pagina si sta rapidamente chiudendo»
Il progetto di Fli
«Il nostro progetto ambizioso non è dare vita a un partitino per lucrare posizioni di potere. Fli non lavora nell’interesse di una comunità politica ma di una comunità nazionale. Dobbiamo ascoltare l’Italia profonda e silenziosa, che non urla e non ha la bava alla bocca, che rappresenta la stragrande maggioranza del nostro popolo». «Perchè il nostro non è il paese dei balocchi che dipinge Belusconi, come ha fatto nella direzione del Pdl».
«Tremonti è stato capace di preservare l’Italia dal rischio di una crisi finanziaria. Fli non sarà mai il soggetto che chiede spesa allargata senza copertura, magari per mantenere sacche di privilegio. A Tremonti contestiamo le modalità con le quali ha mantenuto i conti pubblici sotto controllo, perché la politica dei tagli lineari è stata la modalità per non scegliere: si toglie qualcosa a tutti ma non si indica su cosa si deve tagliare e su cosa investire»
«La riforma dell’Università del ministro Gelmini va nella direzione giusta, innova».
«Il ministro Maroni, ma anche la polizia e i carabiniei hanno segnato buoni risultati».
«Su alcune questioni il governo ha ben operato, ma non ha la percezione reale di quella che è la condizione dell’Italia, sta galleggiando ma ha perso di vista la rotta, non ha un progetto essenziale per costruire l’Italia di domani, vive alla giornata».
«Ci sono quattro-cinque questioni da affrontare subito, altro che ddl sulle intercettazioni.
C’è un indebolimento dell’identità nazionale (il tricolore bruciato a Terzigno) e per troppo tempo siamo stati condizionati dall’egoismo territoriale strisciante della Lega a cui non interessa nulla di quello che accade dal Po in giù. Il Pdl al Nord è una copia sbiadita della Lega. C’è una caduta della coesione sociale: stanno aumentando le disuguaglianze, il ceto medio si sta impoverendo, c’è un conflitto generazionale che si affaccia, da risolvere con un patto tra generazioni». E su questo la proposta di Fini è guardare a quello chefanno in Germania «con contratti di lavoro a termine che hanno come corrispettivo una busta paga più pesante». «Serve una politica per la ripresa della produzione di ricchezza»
«Non è vero che c’è un governo fare, c’è un governo del fare finta che tutto va bene. C’è un’eccessiva tolleranza nei confronti della cultura dell’arbitrio, la logica secondo la quale il mondo si divide in due categorie. Serve invece la cultura del bene comune»
«C’è anche un decadimento morale della nostra società, per la progressiva perdita di decoro e rigore. Se si è personaggi pubblici si è chiamati ad essere di esempio». Citando il Papa Gianfranco Fini dice poi, con spirito laico: «la spazzatura non è soltanto nelle strade, è negli animi e nelle coscienze e la politica non se ne può lavare le mani»
«Non tutto quel che era nella Prima Repubblica oggi è da buttare. Rimpiango il rigore e lo stile di Moro, Berlinguer, Almirante, La Malfa, i quali non si sarebbero mai permessi di trovare ridicole giustificazioni a ciò che non può essere giustificato»
L’Italia, dice Gianfranco Fini «non è un paese destinato a declinare, c’è una parte della società che è sana, che ha necessità di una politica più alta rispetto alla quotidiana bagarre, c’è la necessità di superare la fase in cui o si sta di qua o di là».
«Il bipolarismo non può significare che finita la campagna elettorale l’altro è il nemico da combattere».
«Serve una politica che garantisca stabilità alle istituzioni. Non abbiamo bisogno di un’ennesima campagna elettorale, è necessario valutare se ci sono condizioni per il patto di legislatura proposto da Berlusconi per arrivare fino alla fine della legislatura. Ma non è un compitino da svolgere su cinque punti che gli scolaretti alla Camera devono votare. È possibile a patto di un colpo d’ala, di una svolta: decretare la fine di una fase, con nuova agenda politica e nuovo programma di governo fino alla fine del 2013. In agenda politica ci devono essere due questioni: il rilancio in termini economici e produttivi da ottenere attraverso un patto sociale con la convocazione degli stati generali dell’economia e del lavoro». Ma servono anche «riforme per l’ammodernamento del nostro sistema istituzionale». E sul federalismo fiscale, «non ho timori per il Sud per il quale è una bella sfida che farà emergere le capacità della classe dirigente. Ma serve la camera delle autonomie, il senato delle regioni. E va cancellata la legge elettorale che è una vergogna, perché avete diritto di scegliere i vostri parlamentari. Servono una nuova agenda, un nuovo programma, perché è cambiato tutto rispetto al giorno in cui il centrodestra ha vinto le elezioni».
«Berlusconi deve mostrare il suo amore per l’Italia, il suo disinteresse. Ha fatto appello all’unità nel centrodestra», «si fosse reso cosciente un po’ prima che il nostro non era il controcanto, la volontà di dire no, ma il desiderio di fare davvero politica». «Ora è necessario verificare se ci sono le condizioni per l’unità della coalizione». «Berlusconi ha fatto appello ai moderati italiani che si ritrovano nell’Udc. Ama dire che non gli piace il teatrino della politica, ma ha capito e sperimentato i peggiori meccanismi di un certo teatrino: è impossibile che il centrodestra si ricompatti soltanto perché ha riconosciuto la nostra esistenza». «Fli non può rinunciare alla sua identità e autonomia soltanto perché è invitato ad accettare il patto di legislatura. È illusorio pensare che l’Udc dica sì al sostegno al governo. Sono logiche che non appartengono alla politica legata alle identità, è una logica che appartiene all’ identità mercantile». Perciò «non ci sarà patto legislatura se non si è chiari su questi aspetti. Deve essere lui a decidere di rassegnare le dimissioni, salire al Colle e dichiarare che la crisi è aperta di fatto, avviare la fase in cui rapidamente si ridiscutano agenda e programma, verificare la natura della coalizione e la composizione del Governo. Noi non ci tireremo indietro, se non ci sarà questo colpo d’ala Ronchi, Urso, Menia e Buonfiglio non rimarranno un minuto in più in quel governo. I nostri gruppi continueranno a votare le cose che condividono. Ma se continueranno i giochetti di palazzo la spina la staccheranno gli italiani».
3 ottobre 2010, la Germania unificata compie vent’anni.
Pubblicato: 03/10/2010 Filed under: 2010, comunismo, EUROPA, Germania Lascia un commento »3 ottobre 2010, la Germania unificata compie vent’anni
Nasce “Verso Nord”
Pubblicato: 19/07/2010 Filed under: 2010, Cacciari, POLITICA ITALIANA Lascia un commento »Nasce “Verso Nord”
Anticipa linee e temi del manifesto Alessio Vianello, avvocato mestrino ex assessore della seconda giunta Cacciari: «Il nord è la sfida di abbinare l’elemento territoriale alla prospettiva nazionale. Per noi il nord è il nord delle città sostenibili, del sistema sociale effettivo tipo Danimarca. Nella parola nord, però, c’è anche il nostro territorio ».
Fra la notte del 5 e il 6 maggio 1860 mille e settanta garibaldini partirono da Quarto, presso Genova, verso la Sicilia per realizzare l’Unità d’Italia
Pubblicato: 06/05/2010 Filed under: 1860, Storia d'Italia Lascia un commento »Fra la notte del 5 e il 6 maggio 1860 mille e settanta garibaldini partirono da Quarto, presso Genova, verso la Sicilia per realizzare l’Unità d’Italia.
Tra essi, oltre a Giuseppe Garibaldi e Nino Bixio: Benedetto Cairoli, Ippolito Nievo, Cesare Abba.
Giunsero a Marsala l’11 maggio
Venticinque anni fa le brigate rosse, i nipotini della cultura eversiva della sinistra comunista, assassinavano Ezio Tarantelli
Pubblicato: 27/03/2010 Filed under: 1985, Tarantelli, terrorismo di sinistra Lascia un commento »Venticinque anni fa le brigate rosse, i nipotini della cultura eversiva della sinistra comunista, assassinavano Ezio Tarantelli
Exploit della Lega in Veneto: nel 2005 14,7%, nel 2008 27,1%, nel 2009 28,4%, ora al 31,8%
Pubblicato: 12/03/2010 Filed under: 2005, Elezioni Regionali, Lega Nord Lascia un commento »Exploit della Lega in Veneto: nel 2005 14,7%, nel 2008 27,1%, nel 2009 28,4%, ora al 31,8%. Voti tolti prevalentemente al Pdl, che si ritrova terzo partito con il 24,3% perdendo cinque punti rispetto alle ultime consultazioni, le europee del 2009. La coalizione nel suo complesso mantiene comunque le posizione, perdendo solo un punto rispetto alle europee dello scorso anno: 56,6% contro 57,7%
Gianfranco Fini è fuori dalla linea del Pdl, 3 dicembre 2009
Pubblicato: 03/12/2009 Filed under: 2009, Fini, POLITICA ITALIANA, Popolo della libertà Lascia un commento »Gianfranco Fini è fuori dalla linea del Pdl. A dirlo è stato un fedelissimo di Berlusconi, il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. Per il ministro l’azione politica di Fini “è diversa dalla considerazione e dalla linea del Popolo della libertà”.
Col 57 per cento dei voti e la maggioranza in tutti i cantoni salvo quattro, gli svizzeri hanno approvato un emendamento costituzionale che proibisce la costruzione di minareti alle moschee svizzere
Pubblicato: 01/12/2009 Filed under: 2009, islamismo, Svizzera Lascia un commento »gran sberla che i cittadini svizzeri hanno dato a Eurabia col referendum sui minareti delle moschee. Col 57 per cento dei voti e la maggioranza in tutti i cantoni salvo quattro, gli svizzeri hanno approvato un emendamento costituzionale che proibisce la costruzione di minareti alle moschee svizzere
Il 9 novembre 1989 segna la caduta del muro di Berlino
Pubblicato: 09/11/2009 Filed under: 1989, comunismo, Germania Lascia un commento »Il 9 novembre 1989 segna la caduta del muro di Berlino.
A me piace ricordare questa data periodizzante con l’intensa curiosità intellettuale ed emotiva che ho provato vedendo il ciclo dei film di
11 settembre 2001: Otto anni fa l’attentato che cambiò il mondo « Segni di Paolo del 1948
Pubblicato: 11/09/2009 Filed under: 2001, islamismo Lascia un commento »
A distanza di otto anni gli attentati dell’11 settembre 2001 uccidono ancora. Secondo una ricerca dell’assessorato alla sanità dello stato di New York pubblicata dal New York Post, hanno perso la vita un totale di 817 persone tra i soccorritori che aiutarono a scavare a Ground Zero e i lavoratori della discarica di Fresh Kills Landfill, dove furono portate le macerie del World Trade Center.
Almeno 270 sono rimasti vittima del cancro: 80 agli organi dell’apparato digerente e 69 al polmone o alla gola. Inoltre sono stati individuati 37 morti per leucemia. La statistica precedente, datata un anno fa, parlava di 94 morti di cancro.
Nella ricerca sono registrati anche 33 suicidi. Michael Arcari, responsabile del programma di recupero psicologico per i soccorritori dell’11 settembre, si è detto convinto che il numero di chi si è tolto la vita sia ancora più alto «per via non solo dell’impatto emotivo di Ground Zero», ma anche per i postumi dello stress subito che «ha cambiato le loro vite e messo sottosopra le famiglie».
Altri 149 decessi vengono catalogati come «morti traumatiche». Le cause sono varie: incidenti d’auto od overdose di droga, incendi o aggressioni.
Elezioni europee: PDL Partito delle Libertà: 10.807.327 – 35,3%,Lega: 3.126.915 – 10.2%, PD Partito Democratico 8.007.854 – 26,1%,, IDV Italia dei valori 2.452.569 – 8,0, UDC 1.996.901 – 6,5%
Pubblicato: 09/06/2009 Filed under: 2009, Elezioni europee, EUROPA Lascia un commento »
PDL Partito delle Libertà: 10.807.327 – 35,3%,Lega: 3.126.915 – 10.2%, PD Partito Democratico 8.007.854 – 26,1%,, IDV Italia dei valori 2.452.569 – 8,0, UDC 1.996.901 – 6,5%
I narcisisti egoriferiti della cosiddetta sinistra antagonista (in realtà regressista, ciarliera, storicamente colpevole e politicamente dannosa) bruciano 1.038.247 (due innominabili tronconi comunisti) e 958.458 voti (sinistra e libertà !?!)
I numeri sono implacabili: il distacco è di 3.473.819. Ammesso che Pd e Idv siano alleabili e vista la capacità autolesionista dei cosiddetti sinistri nel periodo 1998-2006
Le alleanze del PD non sono sommabili: l’opposizione è antagonista a se stessa. Mentre quelle del Pdl lo sono: se va avanti la Lega (o viceversa) la coalizione va avanti. L’opposto di quanto avviene nella sinistra
“… in politica le cose sono 10% decisioni e 90% destini …”. Massimo Cacciari
Elezioni politiche del 13 aprile 2008: 47 % alla destra, 37,6 % al centrosinistra
Pubblicato: 13/04/2008 Filed under: 2008, Berlusconi, Elezioni politiche, Governo Berlusconi 2008- 1 Commento »
31 dicembre 2006: Nel discorso di fine anno il presidente della repubblica Napolitano chiede maggior dialogo fra le forze politiche
Pubblicato: 31/12/2006 Filed under: 2006, Napolitano, POLITICA ITALIANA Lascia un commento »Nel discorso di fine anno il presidente della repubblica Napolitano chiede maggior dialogo fra le forze politiche e invita a costruire, con realismo, delle intese sulle riforme
eseguita la condanna a morte di Saddam Hussein
Pubblicato: 30/12/2006 Filed under: 2006, islamismo Lascia un commento »a Baghdad viene eseguita la condanna a morte di Saddam Hussein
muore Piergiorgio Welby
Pubblicato: 24/12/2006 Filed under: biopolitiche, Welby Lascia un commento »muore Piergiorgio Welby, malato da tempo di una grave forma di sclerosi multipla
21 dicembre 2006: la camera approva la finanziaria
Pubblicato: 21/12/2006 Filed under: 2006, Governo Prodi 2006-2008, Prodi Lascia un commento »la camera approva la finanziaria.
alla conferenza stampa di fine anno Prodi dice che il 2007 sarà l’anno della svolta, dopo il risanamento dei conti, messi in crisi dal precedente governo
12 dicembre 2006: Fini dà il proprio assenso alla proposta di federazione di centro-destra, mentre Casini si dichiara contrario
Pubblicato: 21/12/2006 Filed under: 2006, Casini, Fini, Popolo della libertà Lascia un commento »Fini dà il proprio assenso alla proposta di federazione di centro-destra, mentre Casini si dichiara contrario















